Hesalis presenta ReViride: la filiera della canapa simbolo di rigenerazione

Il 21 marzo per l’inizio della Primavera Ternana presenteremo presso la Sala Consiglio della Camera di Commercio di Terni (Largo Don Minzoni 6) il nostro progetto spin-off denominato “ReViride” che letteralmente significa “rinascere dal verde”. Il progetto è mirato alla creazione di una filiera circolare, unica in Italia, della Canapa. Una pianta dai mille usi alimentari e industriali ed in grado di fitorimediare il terreno, assorbendone i metalli pesanti.

IL PROGRAMMA DELLA MATTINATA

h.10:00 Meeting: inizio presentazione presso la Camera di Commercio, Sala Consiglio

h. 10.15 Introduzione del ruolo di Hesalis nel mercato della Cannabis Sativa l. a cura di Emilio Petrucci

h. 10.45 Descrizione della filiera ReViride

h. 11.30 Degustazione di prodotti a base di canapa con la presentazione del Dott. Luca Schinoppi, biologo nutrizionista di Hesalis che illustrerà le proprietà dei nostri prodotti a base di canapa

A seguire passeggiata e mappatura partecipata degli spazi verdi del Comune di Terni che si concluderà con la semina di piante di canapa e di altre varietà vegetali destinate all’incremento della biodiversità ed al miglioramento ambientale in aiuole ed aree di verde pubblico, per la realizzazione di un “hotel” per api solitarie in collaborazione con l’Associazione BUONO.

Umbria cuore verde della canapa nel mondo. Cooperare e aiutare giovani produttori

Le nuove opportunità legate alla coltivazione della canapa e al suo utilizzo in varie filiere: questo il tema del convegno organizzato dall’IIS Ciuffelli Einaudi di Todi in collaborazione con l’Associazione Canapamo Umbria. Anche Hesalis ha partecipato al dibattito che partiva dal tema “La riscoperta della Canapa: Filiere, opportunità e nuove frontiere” e che è stato aperto dal dott. Alfredo Battistini, agronomo e funzionario del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Un bel momento di confronto in cui si è parlato di “bioedilizia: interventi strutturali in canapa e calce” con Paule Favre dello Studio Architettura & Ambiente e Sergio Ciarletti dell’Impresa Edile Sergio Ciarletti Gustavo, di “fibra di canapa: cenni storici filiera del tessile e della carta” con Glenda Giampaoli, Direttrice del Museo Nazionale della Canapa di Sant’Anatolia di Narco e Melania Tozzi di Canapacruda, e poi ancora tante altre testimonianze ed esperienze a confronto: Giovanni Milazzo (Kanèsis), Giacomo Quagliotti (Le Canapaie), Alberto Tamburo (Cantalupo Lumache – Umbria Canapa), Filippo Gregori (Tuder Hemp Farm), Alberto Bocchini (Edilcanapa Materiali Per Bioedilizia), Eliana Baglioni (Architetto). Conclusioni a cura di Simone Casagrande Moretti e Michele Galeri dell’Associazione Canapamo.

“Unirsi è importante ma non tanto quanto saper cooperare – ha detto nel suo intervento Emilio Petrucci, amministratore unico di Hesalis – l’Umbria sarà il cuore verde della canapa italiana nel mondo, e bisogna parlare ai giovani con chiarezza al fine di poterli aiutare ad affrontare il mercato da produttori e consumatori. La nostra alternativa alle aziende agricole in crisi e al calo del turismo a causa dell’inquinamento, vede nella canapa una risorsa per l’ambiente grazie alle sue capacità fitorimedianti e alle sue capacità di trasformazione industriale ed agroalimentare. E’ un mercato che offre grande opportunità ma che presenta anomalie. A Terni ci sono negozi che vengono prodotti non certificati nonostante la circolare del Ministero della Sanità vieti l’importazione e di conseguenza la vendita dei prodotti provenienti dalla Svizzera. Tornare a lavorare sulle nostre identità e su un prodotto di origine controllata è un obbligo. Abbiamo bisogno di avere il nostro seme”.

#ReViride Rinascere dal verde – Filiera nazionale

Presentazione di Hesalis start up e il progetto #ReViride primo esempio di filiera di cooperazione agricola dedicato alla cannabis sativa l.

Publiée par Hesalis sur samedi 10 mars 2018

“Cannabis light” svizzera, perchè il Ministero vieta l’importazione e altre criticità

Il Ministero della Salute ha chiarito nei giorni scorsi (prima del voto del 4 marzo) la posizione del Governo italiano in merito al fenomeno della cannabis light prodotta in Svizzera. Come riporta il sito canapaindustriale.it, una circolare dell’Agenzia delle Dogane, che aveva sollecitato il Ministero ad esprimersi, recita testualmente: “La cannabis light prodotta in Svizzera che non proviene da varietà certificate a livello europeo non può essere autorizzata all’ingresso in Italia”.

Il Ministero ha anche chiarito che la legge 242 del 2 dicembre 2016, quella che regola la canapa industriale italiana, fa riferimento solo alle varietà certificate a livello europeo, sostenendo che per tutte le altre varietà, indipendentemente dal livello di THC, sarà applicato il DPR 309 del 1990, la legge che regola gli stupefacenti. Dell’argomento avevamo già parlato in un nostro articolo del 22 settembre scorso. Tradotto significa che per canapa industriale in Italia si intendono solo le varietà certificate a livello europeo, le altre vengono considerate come sostanza stupefacente, anche se con un basso contenuto di THC.

Hesalis non può che accogliere positivamente questa presa di posizione del Ministero, ma al tempo stesso non può fare a meno di sottolineare alcune criticità. La circolare dice, ad esempio, che è illegale l’importazione e di conseguenza dovrebbe essere per logica illegale anche la vendita. Eppure gli shop che stanno spuntando come funghi in tutto il paese hanno sempre venduto e vendono ancora il prodotto svizzero. Come mai? Per assenza di controlli e perchè il mercato – e qui entriamo nella seconda criticità – richiede le varietà svizzere in quanto più simili a quelle con THC. Ma così facendo si mettono in ginocchio i produttori italiani che per attenersi alla legge vengono penalizzati dai distributori. La domanda che dobbiamo porci a questo punto è: “È possibile rispettare la legge anche con le certificate?”. La risposta è sì, ovviamente, a patto che si investa fortemente sulla ricerca trasversale, altra nota dolente.

Chiarezza delle regole (cosa si può importare e cosa si deve mettere in vendita) e ricerca. Da qui secondo Hesalis bisogna partire. Anche perchè, proseguendo con le criticità del mercato in questo particolare momento, i canali illegali solitamente usati per commerciare dalla Svizzera cannabis ad alto contenuto di THC e quindi con effetto psicoattivo, vengono ora utilizzati per portare la cosiddetta “cannabis light”. Cannabis che poi viene ricartellinata come prodotta in Italia. Insomma ancora rischi per tutti gli agricoltori italiani interessati sia alla produzione che alla vendita di canapa. In ultima analisi non possiamo non sottolineare come la volontà manifesta di mettere il controllo sui prodotti con CBD sopra al 10% nasconda in realtà l’evidente interesse sul CBD da parte delle grandi lobby, pronte a mettere le mani su un settore ancora prima che sia legiferato.

Dal sito canapa industriale.it: “Sul CBD il Ministero sostiene che, non essendo presente nelle tabelle delle sostanze stupefacenti o psicotrope, debba essere applicata la normativa vigente in materia di medicinali (d.lgs 219/2006). E’ la prima volta che il Ministero prende questa posizione: fino ad oggi in Italia c’era solo un documento del 2008 firmato dall’allora dirigente dell’Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della Salute, che spiegava come da noi il CBD fosse un componente con riconosciuta attività farmacologica ma che non era inserito in tabella I, quella della sostanze stupefacenti, senza specificare altro. Il parere è stato reso sulle infiorescenze di cannabis con un contenuto di THC inferiore allo 0,6% e di CBD superiore al 10%. Quindi restano escluse le varietà certificate a livello europeo perché non superano né il limite di THC dello 0,6%, né quello di CBD del 10%, che è stato ottenuto in diverse varietà prodotte in Svizzera grazie a particolari ibridazioni o con genetiche non comprese nella lista. Sulle importazioni dalla Svizzera il documento dell’Agenzia delle Dogane firmato dal direttore Maurizio Montemagno, spiega che le eventuali partite in importazione vadano rispedite in Svizzera, prima di spiegare che stanno continuando i contatti con il Ministero della Salute e con quello delle Politiche Agricole per valutare il fenomeno nella sua complessità”.

Terni, sold-out il corso di formazione sulla cannabis terapeutica

Offrire formazione, costruire cultura e dare un servizio migliore al cittadino. Questi gli obiettivi del corso ‘Cannabis, il farmaco e la droga’ sintetizzati da Marco Cotone, segretario di Uil Fpl in Umbria, in apertura dell’iniziativa formativa, rivolta a tutte le professioni sanitarie, che il sindacato ha organizzato a Terni, nell’aula magna del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Perugia. Grande la partecipazione al corso, cento infatti gli iscritti, come ha ricordato il segretario provinciale ternano di Uil Fpl Gino Venturi.

“È stato un successo, abbiamo dovuto rifiutare tantissime richieste – ha confermato Venturi – tanto che pensiamo di fare una seconda edizione. La cannabis come farmaco, è acclarato, dà molti benefici eppure ci risulta una grande ritrosia nel suo utilizzo. Abbiamo voluto fare questo corso, riconosciuto dal Ministero della salute nel programma di educazione continua in medicina, per approfondire il tema e lo abbiamo pensato con un approccio multidisciplinare”. Presenti, infatti, figure professionali di differenti ambiti scientifici, dalla medicina alla veterinaria, dalla farmacia alla psicologia, sia tra i corsisti che tra i professori. Come docenti del corso sono intervenuti i dottori Maria Antonietta Calzola, dell’Usl Umbria2, Giovanna Ballerini, dell’Ospedale Careggi di Firenze, Stefano Coaccioli, direttore clinica medica dell’ospedale di Terni e docente dell’Università degli Studi di Perugia, Fabio Conforti, direttore sanitario del Centro medico di Spoleto, Adiberto Favilli, già primario di Terapia del dolore e cure palliative dell’Ospedale di Narni, Gigliola Paolucci Ragni, psicologa, Elena Battaglia, Veterinario, Alessandro Betti, farmacista, Alessandra Ortenzi, primo dirigente della Questura di Terni, Emilio Petrucci di Hesalis srl e William Raffaelli, presidente di Isal per la ricerca sul dolore.

“Con questa iniziativa – ha aggiunto Cotone – vorremmo provare a fornire una cultura diversa rispetto all’utilizzo della cannabis per uso farmacologico perché ci siamo resi conto che all’interno anche del mondo della sanità vi sono delle resistenze rispetto a questo farmaco che nella terapia del dolore potrebbe essere estremamente utile”.

“La terapia del dolore – ha spiegato il dottor Coaccioli –, soprattutto del dolore cronico, nonostante la presenza di almeno tre leggi dello Stato italiano, trova ancora gli operatori sanitari e la popolazione in generale poco informati e formati. Per quanto riguarda il dolore cronico, c’è la necessità di dare risposte a circa un quarto della popolazione italiana. I mezzi e i farmaci ci sono, non ci sono ostative e negatività da parte delle autorità ecclesiastiche, per esempio, come molti pensano. C’è bisogno di fare formazione e informazione. La cannabis entra nello scenario terapeutico del dolore cronico, per esempio della fibromialgia e della sclerosi multipla, perché sfrutta, come la morfina e i derivati della morfina, quindi gli oppioidi, dei recettori che sono fisiologici, naturali, endogeni, e che ognuno di noi ha. Si tratta di sfruttare in maniera adeguata, con una preparazione scientifica, le sue proprietà”. “Uso i cannabinoidi per il trattamento del dolore da più di un anno – ha concluso il veterinario Battaglia – e ne sono entusiasta. Ho scoperto che questa cultura in America è molto più avanzata. Vorrei che tutti si informassero e spingessero i veterinari a informarsi perché siamo indietro anni luce. Siccome questa erba ha delle proprietà importanti che possono alleviare il dolore, io vorrei che tutti si educassero, che lo facesse la società in generale”. A patrocinare il corso sono il Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Perugia, l’Asl Umbria 2, l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, dell’Isal, dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria, e degli Ordini provinciali ternani dei medici, dei medici veterinari e dei farmacisti.

Presentato il corso di formazione per personale sanitario sulla cannabis terapeutica

“La cannabis è un farmaco che suo malgrado paga un dazio pesante…” lo dice il dottor Giuseppe Donzelli, presidente dell’Ordine dei medici di Terni.

Il 4 novembre nell’aula magna del Dipartimento di Medicina e chirurgia di Terni il corso di formazione per personale sanitario sulla cannabis terapeutica organizzato dalla UIL in collaborazione con Hesalis…

La posizione di Hesalis su “cannabis legale” e “marijuana light”

Archiviata la prima edizione di “Umbria in Canapa”, Hesalis guarda avanti e con particolare interesse all’estrazione e all’utilizzo erboristico del fiore, materia prima non lavorata della canapa, per ottenere olio essenziale ricco di cannabinoidi e terpeni. Utilizzato in ambito sia nutraceutico che terapeutico e da non confondersi con l’olio di semi di canapa per uso alimentare, l’olio essenziale può essere alla base di saponi, olii, medicinali, antinfiammatori, prodotti cosmetici. In ambito medico è usato come coadiuvante in terapie per patologie gravi come SLA, psoriasi, Parkinson, fibromialgie, dolori neuropatici. Ma ancor prima Hesalis vuole fare chiarezza su un tema d’attualità.

“Non confondiamo il nostro prodotto con la cosiddetta ‘marijuana light’ anche se la materia prima è la stessa – dichiara Hesalis – sosteniamo che fumarla sia il peggior modo di assumere e utilizzare questa pianta con usi vastissimi”. Dalla start-up ternana, arriva quindi un secco “no” all’uso tramite combustione e alla confusione tra ‘canapa industriale’ e ‘cannabis ludico-ricreativa’. Tanti, purtroppo, i giovani e i giovanissimi che cercano nella canapa un surrogato legale dell’erba.

“L’erba light – prosegue Hesalis – come viene chiamata da qualche produttore che ha voluto cavalcare l’onda, nulla c’entra con una filiera che può spaziare in ambito erboristico, edile, cosmetico, medico, bio ingegneristico. E la combustione, oltre a fare male alla salute, provoca una perdita del 70% dei cannabinoidi. L’ambiziosa Green Revolution di Hesalis vuole creare un’economia circolare basata sulle risorse vegetali, sul verde anziché petrolio e acciaio”. Ma la rivoluzione di Hesalis vuole essere prima di tutto culturale. Prima di tutto bisogna fare chiarezza sull’organicità della legge 242 del 2 dicembre 2016 perché altrimenti si rischia di danneggiare il la filiera della canapicultura anziché promuovere il mercato della canapa industriale.

“Ritengo opportuno sottolineare – spiega l’Avvocato Nicolò Lamanna – come il provvedimento in discussione, regolamentando ulteriormente la coltivazione e l’uso della Canapa sativa L. monoica o dioica (altrimenti conosciuta come canapa industriale ed assolutamente priva di effetti stupefacenti e da qui in poi chiamata semplicemente ‘Cannabis’), abbia rappresentato una vera rivoluzione rispetto al D.p.r. 309/1990, con cui fino all’inizio di quest’anno nel nostro ordinamento si “criminalizzava” indistintamente la detenzione di tutti i tipi di Cannabis, sia quella con effetto psicoattivo sia quella industriale che ne è assolutamente priva”.

Ma, nonostante non si possa che riconoscere l’importanza della Legge 242 per aver messo al passo coi tempi la coltivazione della pianta, oltre che stimolato e riqualificato una filiera assopita in un paese come l’Italia che ne era una volta leader – alla luce delle enormi utilità e potenzialità di impiego – si deve prendere atto di come nell’ambiente giuridico ed accademico tale intervento abbia riscosso un tiepidissimo interesse, come sui giornali e sulle riviste specialistiche.

“Così, cercare di fare un po’ di luce sul recente intervento normativo – prosegue l’Avvocato Lamanna – non è assolutamente facile vista, al momento, l’assenza di pronunce giurisprudenziali con cui i Giudici avrebbero dovuto prendere una chiara posizione interpretativa su quanto disposto dal testo della Legge 242/2016. Pertanto, le problematiche legate all’interpretazione ed applicazione della citata normativa rimangono in gran parte ancor oggi irrisolte. Infatti, spesso accade che nonostante la bontà dell’iniziativa, il legislatore attuale, dovendo magari adeguarsi velocemente alle istanze di regolamentazione Eurounitarie, intervenga frettolosamente creando, così, problemi interpretativi dovuti alla mancanza di organicità e completezza della norma, come nel caso in discussione”.

Così la legge 242/2016 apre delle questioni a cui è difficile rispondere con assoluta certezza. Non è in discussione il limite massimo di THC dello 0,2% contenuto nelle varietà di piante ammesse (di cui all’art. 1, comma 2, L. 242/2016 che richiama le coltivazioni di canapa “iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002”), fatta eccezione per quanto riguarda la figura del coltivatore che può beneficiare di una tolleranza maggiore (fino allo 0,6%) purché rispetti alcuni oneri burocratici. Ad esempio l’utilizzo di genetiche iscritte a registro dell’UE.

Incerta è, invece, la posizione e le conseguenze di chi, non coltivatore, si trovi in possesso di canapa industriale con un tasso di THC superiore al limite dello 0,2%. Infatti è possibile che non applicandosi la legge 242, la fattispecie torni ad essere regolata dal D.p.r. 309/1990 che, come già detto, considera sostanza stupefacente tutte le piante appartenenti al genere Cannabis senza distinzione alcuna. In altre parole chi si trovasse in possesso di derivati della canapa con THC superiore allo 0,2% potrebbe rischiare nella migliore delle ipotesi una sanzione di tipo amministrativo, le sanzioni penali previste nell’art. 73 del D.p.r. 309/1990 nella peggiore. Ulteriori incertezze derivano dalla mancata adozione dei decreti ministeriali di attuazione dell’art. 5 della legge 242, con i quali già dallo scorso giugno il governo avrebbe dovuto fissare le soglie minime di THC per i prodotti alimentari.

I punti di domanda, dunque, sono assai numerosi, per questo è opportuno acquistare la canapa solo da chi assicura la presenza di THC inferiore allo 0,2%, magari con le risultanze delle analisi di laboratorio compiute sul prodotto ed, inoltre, fornisce i cartellini della semente che certifica il tipo di Cannabis. Quindi attenzione, perché il fiore regalato alla nonna potrebbe diventare un crimine punibile come spaccio. E perché tutti coloro che possiedono piante o portano in giro prodotti non aderenti ai requisiti e in particolare al THC sotto lo 0,2% commettono un illecito punibile nelle migliore ipotesi come reato amministrativo o con sospensione della patente, divieto di conseguirla, sospensione del passaporto come del permesso di soggiorno o piuttosto del porto d’armi.

Umbria In Canapa: tavoli tecnici, mostra mercato, concerti e altro

Mostra mercato, dibattito e tavolo tecnico, dj set e concerti serali. E poi ancora yoga, Olit – training olistico, meditazione e laboratori di tessitura. Tutto questo è ‘Umbria in Canapa’, primo evento regionale che si terrà a Terni il 2 settembre presso l’Anfiteatro Fausto ai Giardini Pubblici ‘La Passeggiata’.

Capofila tra gli organizzatori è l’associazione culturale Jonas Club : “Il tema della canapa – dichiarano i ragazzi del Jonas – è discusso da anni in Italia; a noi interessa chiarire perchè potrebbe essere un interessante settore per il nostro territorio. Vogliamo anche fare chiarezza sugli aspetti legali per superare il proibizionismo degli ultimi decenni che non ha prodotto risultati utili, nè ai cittadini nè allo Stato”. Quale migliore occasione se non questo momento di incontro,approfondimento e socializzazione  per affrontare l’argomento più chiacchierato ultimamente. Patrocinato dal Comune di Terni, dal Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco ed in co-organizzazione con ANCeScao Umbria Sud (contributo della farmacia Betti, service tecnico Stas). Anche l’associazione Busthard rientra tra i programmatori della giornata: “La natura dell’evento permetterà al pubblico di vivere un’esperienza completa ed obiettiva, ma sarà anche un modo per stare insieme e confrontarci”.

Non solo associazioni, infatti l’evento è stato ideato e realizzato anche da Hesalis Srl, start up innovativa agricola, ed ‘Il Fiore della vita Gow&HempShop’. “Guardando le nostre colline – intervengono i responsabili di Hesalis – e parlando con i nostri nonni abbiamo riscoperto la passione della canapa; quattro anni di sperimentazione che finalmente trovano spazio nella nostra regione”. La volontà  dei ragazzi è quella di aprire al pubblico uno spazio all’interno del quale poter conoscere le varie realtà che lavorano intorno a questo settore. Grazie alla presenza di espositori provenienti da tutta Italia sarà possibile conoscere le infinite possibilità di utilizzo commerciale senza alcun impatto ambientale. “’Il Fiore della vita’ ha la vocazione di sensibilizzare e diffondere la cultura della canapa sotto ogni suo aspetto. Umbria in canapa è il primo tassello, felicemente condiviso con fiducia, nel coinvolgere istituzioni e conterranei che rimarranno affascinati dalle innumerevoli virtù della pianta”.

La giornata si aprirà con le attività di training olistico e yoga, mentre alla Chiesa del Carmine dalle 9:30 è in programma il tavolo tecnico ‘Tradizioni ed innovazione – i mille usi della canapa’. Alle 10 ci sarà l’apertura degli stand di artigianato, bioedilizia e derivati alimentari. Nel pomeriggio, dalle 15 in poi attività di meditazione con il meeting ‘Proprietà ed opportunità – dal proibizionismo alla filiera’ alle 16:30. Alle 18:30 dibattito ‘Bonifica e sviluppo – la canapa a Terni un’importante opportunità’. Le note psichedeliche di Tiziano Ribiscini accompagneranno tutti i presenti alle 19:30. Non si ferma, anzi prosegue la giornata con ‘Gillo – original reggae pusher’ che apriranno la serata  alle 21 per poi chiudersi con i ‘MòN’, gruppo indie-folk, che accenderanno l’Anfiteatro con effetti analogici e ritmici incalzanti.

C’è da leccarsi i baffi in piazza Castello a Milano

Per la gioia di grandi e piccini ecco l’ottava edizione del Gelato Festival. Un concorso europeo che premia i migliori gelatieri italiani e stranieri, e i loro gusti creati per l’occasione.

Un festival “on the road” a bordo di tre food truck, vero simbolo del Festival: Buontalenti (laboratorio), Ruggeri (spazio degustazione) e Caterina De’Medici (set di eventi e degustazioni). Ogni città, dove il concorso fa tappa, vede sfidarsi all’ultima coppetta fino ad un massimo di 16 tra i migliori gelatieri. Ognuno con una novità eccellente, inedita e candidata a conquistare il titolo di miglior gelato all’italiana. Oltre ai gusti in gara, in ogni tappa, saranno presentati gusti nuovi e golosi appositamente ideati dagli sponsor.

Molte le novità del Gelato Festival 2017. Dal Croccantino alla Cheesecake, dalla Liquirizia e rosmarino con passion fruit, fino al Femminello I.G.P. e la Passione equatoriale. E ancora latte e miele, fragole con lime e zenzero e fior di canapa sono solo alcuni dei selezionati e pregiati ingredienti in gara a Milano. Ai gusti artisticamente artigianali si aggiungono quelli legati agli sponsor, come PinoPinguino, Nutella e Cookies The Original. Quest’anno raddoppiano i guru del gelato artigianale pronti a contendersi il titolo del Miglior Gusto europeo con una ricetta creata apposta per il Gelato Festival.

I voti di una giuria di esperti e quelli della giuria popolare decreteranno il vincitore delle singole tappe; mentre a settembre, in finale, i primi due classificati di ogni città del tour si contenderanno il titolo di Campione Europeo. Il biglietto d’ingresso consente di partecipare a tutti gli eventi del Gelato Festival, svelare i trucchi del mestiere ed entrare a far parte di una scuola di gelateria Il programma completo sul sito www.gelatofestival.it

 

La Green Revolution di Hesalis conquista l’Expo Canamo di Siviglia

La Green Revolution di Hesalis ha invaso Siviglia. Alla terza edizione della Fiera dedicata alla Canapa che si è tenuta al Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni della città andalusa, per la prima volta incentrata sull'aspetto industriale, la srl start up innovativa ternana per l'agricoltura e lo sviluppo torna a casa portandosi dietro un bel bagaglio di esperienze e soprattutto soddisfazioni.

Innanzitutto, e non è poco, il premio di "Mejor proyecto industrial" di Expo Canamo 2017 conferito a ReViride, progetto spin-off di Hesalis legato alla creazione di un'economia circolare per la rigenerazione urbana del territorio mediante l'utilizzo di Cannabis sativa. Una materia vegetale ecosostenibile, curativa, alimentare, utilizzata per bioedilizia, biocarburanti, carta ed estratti. Nello stand "up-cycling" realizzato con materiali di scarto e recupero, Hesalis ha venduto semi, farina, olio e infiorescenze, esaurendo completamente le scorte che aveva messo in valigia. Nell'area appositamente dedicata allo show-cooking, invece sono state preparate più di 180 porzioni degustazione cucinando 4 kg di pasta autoctona amerina (prodotta con il 10% di canapa) ripassata in padella con salsa di pomodorini freschi locali, cipolla, peperoncino e parmigiano reggiano, olio extravergine d'oliva proveniente sempre dai terreni agricoli di Hesalis ad Amelia.

La conferenza in cui Hesalis ha esposto il suo progetto subito prima dell'intervento di Franco Casalone, guru della cannabis di fama internazionale, davanti a investitori e gruppi industriali dell'Andalusia, è stata occasione per stringere nuove relazioni e incrementare la rete. "Potrà essere sembrata una scelta azzardata quella di andare in Spagna, ma come si dice il mondo è dei pazzi – spiegano i ragazzi di Hesalis – andando a Siviglia abbiamo scommesso e abbiamo vinto, perchè abbiamo investito in una fiera non solo al fine di vendere e basta. Abbiamo portato il nostro prodotto e abbiamo allargato la rete. Una rete che adesso può contare su due punti di distribuzione in Andalusia presso uno chef gourmet e un centro vendita biologico. Questa è Hesalis, con quella chiarezza e trasparenza che si potevano vedere anche nello stand semplice e pulito".

Appena tornato dalla Spagna, il Team Hesalis già pensa ai prossimi appuntamenti, con l'intento di sensibilizzare il territorio e i cittadini sulle enormi possibilità, anche economiche e lavorative, legate alla coltivazione della Canapa. Il prossimo fine settimana Hesalis parteciperà alla seconda edizione della Fiera della Canapa di Frattamaggiore dedicata a "Ricerca, innovazione e benessere: l'utilizzo industriale, alimentare e farmaceutico". Domenica 28 maggio invece appuntamento ad Amelia per il terzo e penultimo evento "ArtFall Spring, ascolta la primavera". Al Centro di aggregazione giovanile in Piazza XXV Gennaio, Hesalis presenterà gelato e latte alla canapa, e gli altri prodotti con cui verrà preparata la cena. Nel pomeriggio si terrà il dibattito "Cannabis e rinascita del territorio" che sarà incentrato sugli usi e le potenzialità di un sistema economico vegetale.

Hesalis srl è composta da: Emilio Petrucci amministratore e responsabile politiche di cooperazione e sviluppo; i co-founder Claudio Natalini food and beverage manager, Luca Schinoppi biologo nutrizionista, Riccardo Claudiani heritage farming manager. Del Team fanno anche parte Jacopo Colella social innovation e Luca Ardito agronomo.