Cannabis terapeutica, Ministro Grillo: “Sforzo per garantire disponibilità in ogni farmacia”

Il Ministro della Salute Giulia Grillo continua il suo impegno sulla cannabis terapeutica. Oggi, insieme al sottosegretario Armando Bartolazzi, ha visitato a Firenze lo stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, dove intende verificare la possibilità di aumentare la produzione di cannabis terapeutica. Nel pomeriggio invece visita l’Ospedale di Prato dove sono state segnalate alcune criticità.

«Farò ogni sforzo affinché in tutte le farmacie torni disponibile la cannabis ad uso medico per garantire la continuità terapeutica alla quale avete diritto» ha affermato il Ministro Giulia Grillo. Poi ha aggiunto: «Ho incontrato il Comitato pazienti cannabis terapeutica, con cui ho avuto un fruttuoso colloquio. Ho ascoltato le loro istanze e mi sono attivata per verificare le condizioni di un aumento di produzione di cannabis terapeutica».

Fin dall’inizio del suo mandato il Ministro si è interessato della tematica, sollecitato anche dalle associazioni dei pazienti. Nelle settimane scorse l’inquilina di Lungotevere Ripa aveva scritto al Ministro della Salute olandese, Hugo De Jonge, per chiedere l’invio di ulteriori 250 kg del prodotto, in aggiunta ai 450 kg già concordati sia per il 2018 che per il 2019. L’Olanda è il maggiore produttore europeo di questa sostanza.

Il Ministro aveva sottolineato che «una somministrazione a singhiozzo e discontinua di cannabis, come di qualsiasi altro medicinale, mette a rischio i pazienti perché non garantisce i benefici che si ottengono solo grazie alla continuità terapeutica».

La cannabis terapeutica può essere prescritta solo dal medico ed è utilizzata principalmente nella terapia del dolore per gravi patologie quali la sclerosi multipla e le lesioni midollari, ma anche nella cura dei tumori per alleviare i sintomi causati dalla chemio e radioterapia.

Un altro fronte caldo del Ministro è quello sulla cannabis light: Grillo aveva contestato il parere del Consiglio superiore di Sanità (Css), che chiedeva di vietare la vendita della cannabis light, una conclusione definita «un po’ forte» assicurando comunque che non è in programma nessuna chiusura dei canapa shop ma al limite una loro regolamentazione.

fonte www.sanitainformazione.it

Coltivazione della canapa e incentivo alle filiere territoriali integrate

Il gruppo del MoVimento 5 Stelle Umbria nei giorni scorsi ha depositato una proposta di legge che intende promuovere la coltivazione della canapa nel territorio della Regione Umbria aspirando alla realizzazione di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e una reale sostenibilità economica e ambientale. Come noto la canapa offre ampie e riconosciute possibilità di sviluppo e utilizzo nel campo industriale, dalla fibra naturale per tessuti alla bioedilizia, dai prodotti alimentari ai medicinali, dalla produzione di cellulosa alla cosmesi, dalle bioplastiche fino alla fitorimediazione dei terreni contaminati e molto altro. Quello della canapa, pianta storicamente radicata nella nostra cultura e nel nostro territorio, è un treno che non possiamo assolutamente perdere, è necessario che vengano attuate al più presto le adeguate disposizioni affinché l’Umbria possa intercettare queste nuove opportunità per uno sviluppo sostenibile soprattutto in un mercato in pieno fermento a seguito delle recenti disposizioni normative nazionali. Dal lato della domanda, esistono già ora centinaia di imprese in tutto il mondo che usano materie prime naturali a base di canapa con una produzione che in Italia è passata in soli 5 anni da circa 400 ettari coltivati nel 2013 agli oltre 4mila che si prevede verranno seminati nel 2018. Le coltivazioni e i processi di lavorazione della materia prima dovrebbero essere riprogettati, sono necessarie nuove tecnologie e un sostegno alla ricostituzione della filiera agro-industriale della canapa. Vanno messe a sistema tutte le competenze e le potenzialità, vanno sostenute tutte quelle iniziative sia pubbliche che private che hanno visto la luce anche in Umbria in modo che non rimangano progetti abbandonati a se stessi e destinati a morire. Altro asset importante che intendiamo promuovere ed incentivare in Umbria e senz’altro quello legato alla possibilità di rigenerare terreni inquinati con forme di fitorimediazione che si legano allo sfruttamento in ambito industriale della canapa, realizzando un ciclo chiuso che parta dalla bonifica delle aree di territorio contaminate per arrivare alla verticalizzazione industriale nell’ambito della produzione di bioplastiche e nuovi materiali. Ciò darebbe sicuramente impulso al settore della ricerca e sviluppo cercando di superare quelle debolezze strutturali che vedono la spesa delle imprese umbre in R&S ben al di sotto della media nazionale cercando di creare una nuova occupazione in settori ad elevata intensità di conoscenza.  Auspicando nella più ampia convergenza di tutte le forze politiche e sociali riteniamo che la Regione debba avere un ruolo importante nel far si che l’Umbria possa proporsi come attore principale per la rinascita di un’economia della canapa e che si possa al più presto dare impulso con atti a una programmazione incisiva e condivisa.

Nota Stampa del portavoce M5S in Consiglio regionale dell’Umbria, Maria Grazia Carbonari

Uscire dall’ipocrisia dell’uso tecnico e restituire identità alla cannabis italiana

Ad Ancona e Macerata la Questura predispone la chiusura e il sequestro di grow shop sui quali sono in corso accertamenti, mentre a Firenze arrivano le prime multe ai titolari di altrettanti punti vendita di “cannabis light” presenti nella provincia. Sono i primi effetti del pronunciamento del Consiglio Superiore di Sanità che ha detto “no” alla libera vendita perchè anche infiorescenze con basso contenuto di THC “possono risultare potenzialmente pericolose per la salute”. Dubbi e incertezze si addensano sul futuro dei tanti negozi che hanno aperto in questi mesi in tutta Italia, dalla Lombardia alla Romagna fino all’Umbria. E questo nonostante il Ministro della Salute abbia rassicurato che non c’è alcuna intenzione di chiudere i grow shop, casomai di regolamentarli.

Qual è il parere di Hesalis che lo scorso settembre aveva preso una posizione piuttosto critica a proposito di “cannabis legale e marijuana light” ?

Si tratta di un allarme dovuto al fatto che le parole “marijuana” e “legalità” messe insieme fanno notizia. Però finalmente c’è il tentativo di uscire dall’ipocrisia del prodotto “ornamentale” o “tecnico”. E’ ora di ammettere che la gente compra quel prodotto per fumarlo e quindi deve essere tutelata. L’allarme del CSS lo vediamo più come una richiesta di tutela.

Questa richiesta a chi è stata fatta? Chi saranno i protagonisti che influenzeranno queste decisioni?

Da una parte ci sono le grandi aziende sementiere che hanno interesse affinchè in Italia si continui a coltivare prodotti da seme. Dall’altra ci sono le aziende che distribuiscono Cannabis ormai da tutto il mondo (Francia, Olanda, Usa, Svizzera) che vogliono continuare la vendita liberamente.

Nell’articolo dello scorso settembre dicevate che “il modo più sbagliato di assumere cannabis è con la combustione” e che bisognava diffidare dalla commercializzazione selvaggia che “cannabis legale e marijuana light” stavano portando.

Non è sbagliato il concetto della vendita controllata, regolamentata e libera. E’ sbagliato il concetto della definizione “light” perchè presuppone una sostanza depotenziata quando in realtà la potenza della Cannabis non è solo nel THC che è stato scoperto negli anni ’60 ma anche nella fibra, nel seme e negli altri cannabinoidi come il CBD che è un potente anti-tumorale. Noi diciamo questo: facciamo chiarezza, regolamentiamo in modo giusto, equo e innovativo.

Che ruolo può giocare l’Italia in questa partita?

Il problema del mercato italiano oggi è la commercializzazione del fiore senza destinazione d’uso e l’assenza di regolamentazioni sulla produzione, ovvero dove e come il fiore viene prodotto. Non è necessario applicare una normativa troppo restrittiva tagliando fuori piccoli canapicoltori. Del resto la legge 242 è stata emanata per la promozione della canapicoltura italiana. Nè tantomeno crediamo sia utile commercializzare prodotti che vengono dall’estero, da paesi come la Svizzera ad esempio che non fa parte dell’Unione Europa e da cui provengono prodotti di qualità evidentemente superiore ai nostri fiori che siamo obbligati a fare dalle 64 genetiche certificate dell’UE. Di fatto il canapicoltore italiano non esiste, esiste il distributore italiano che veicola il prodotto svizzero.

Come risolvere la questione del limite di TCH che varia da paese a paese?

Regolamentando il limite del prodotto finito. Il prodotto italiano che ha lo 0,2% di TCH non si vende come quello svizzero che è allo 0,6%. L’ideale sarebbe l’1% di THC per tutto il mondo, in modo che tutti i coltivatori possano lavorare tranquillamente e fare lo stesso prodotto attraverso regole che non prevedano monopolio ma solo tutela della produzione canapicola, del produttore e del consumatore. E questo è già materia di attenzione per il Food and Drug Administration e per il Consiglio Superiore della Sanità. Il 99% di questi prodotti vengono acquistati per essere fumati ma il più delle volte il consumatore non conosce la reale provenienza del prodotto che spesso viene importato e ricartellinato illegalmente.

Ci può essere libertà nella selezione genetica e nella caratterizzazione di un fiore tipicamente italiano, attraverso l’utilizzo non solo di 64 genetiche ma di tutte quelle genetiche che rientrano nei limiti del THC?

Il mercato lo scorso anno valeva 3 milioni di euro, mentre oggi vale 41 milioni in Italia e 31 miliardi di dollari nel mondo, con una crescita stimata del 60% all’anno fino al 2022. Questo settore rappresenta una parte portante dell’Agritech e può diventare davvero il simbolo della rinascita economica dell’Italia. C’è però bisogno che associazioni, gruppi e consorzi facciano sentire la loro voce. Il canapicolture italiano deve poter coltivare liberamente la stessa varietà che si fa in altri paesi. Prodotti adeguati per il consumatore si garantiscono attraverso licenze di produzione e la regolamentazione del limite di THC. Gli investitori devono percepire la sicurezza di un mercato forte. Solo così si potrà arrivare al totale efficientamento di un mercato che non possiamo lasciare in mano a multinazionali e speculatori.

Questione talee. Cosa vogliono i mercati: varietà, costanza o standardizzazione?

I processi di trasformazione del prodotto alimentare per uso umano richiedono facilità di replicazione, inoltre per lavorare sulla produzione di seme è fondamentale avere genotipi e fenotipi adeguati. In Italia invece abbiamo creato un mercato e subito dopo lo abbiamo depersonalizzato. Il canapicoltore italiano non riesce a garantire la stabilità del suo prodotto e di conseguenza l’identità del fiore si allontana. Va restituita identità e all’agricoltore la possibilità di selezionare il proprio prodotto e replicarlo secondo norme fitosanitarie, florovivaistiche e destinazioni d’uso regolamentate.

La Cannabis Light non sarà vietata: lo assicura il ministro della Salute

«Quello del Consiglio superiore della sanità è il parere di un organo consultivo, ma le decisioni le prende il governo e il divieto non è in discussione». Parole pronunciate dal ministro della Salute Giula Grillo, e che riportano il sereno sul settore della cannabis light, dopo la dura giornata di ieri.

Il Css, emanando un parere che le era stato richiesto dal precendente ministro Beatrice Lorenzin, aveva invocato il divieto al commercio della cannabis light invocando il principio di precauzione ed affermando che si puà escludere che «il THC, anche se a basse concentrazioni, possa causare comunque problemi di salute». Un parere che ieri non avevamo esitato a definire “politico”, visto che i membri dell’attuale Css sono stati nominati dal precedente ministro della Salute, di orientamento proibizionista.

Le dichiarazioni di Giulia Grillo (M5S) gettano acqua sul fuoco. Il ministro ha assicurato che non vi è alcuna intenzione di vietare le infiorescenze di canapa, né tantomeno chiudere i growshop, specificando come la volontà sia piuttosto quella di «regolamentare il settore», come già chiesto anche dalle aziende che vi operano, come condizione essenziale per poter finalmente strutturare un settore in forte crescita ma ancora privo di garanzie sufficienti per imprenditori, commercianti e consumatori.

Nell’intervista Giulia Grillo ha anche parlato, in modo molto prudente, della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis che nella scorsa legislatura i 5 stelle avevano sostenuto («non è nel contratto di governo, se ne occuperà il Parlamento» e della necessità di potenziare l’accesso alla cannabis terapeutica per i malati, affermando che si tratta di «una priorità da risolvere valutando le capacità produttive dell’Istituto farmaceutico miliare di Firenze e rimuovendo gli ostacoli all’importazione dall’estero».

fonte http://www.dolcevitaonline.it/la-cannabis-light-non-sara-vietata-lo-assicura-il-ministro-della-sanita/

Pasta, Caffè e Olio di Canapa: successo degli show-cooking Hesalis a Expocanamo

Mostre, presentazioni e workshop. La quarta edizione di Expocanamo a Siviglia ha rappresentato il punto di incontro tra aziende, professionisti e associazioni vicine alla tradizione e all’avanguardia della produzione e della produzione della pianta dai mille usi. Sempre di più i settori e le imprese collegate alla canapa: dalla terapeutica alla gastronomia, dalla bioedilizia alla bonifica ambientale. Spettatori in crescita rispetto lo scorso anno, così come gli espositori. E tra concerti, attività sportive e moda sostenibile, nell’immenso padiglione del Fibes, Hesalis ha messo in mostra la sua idea di Green Revolution.

Nuove tecnologie di coltivazione, sostenibilità e biocostruzione, genetica e ricerca medica. Nuovi spazi anche nel mondo gastronomico, dall’elaborazione tradizionale alle più moderne pasticcerie. Allo stand i-39 la startup ternana ha lanciato il nuovo caffè alla canapa del brand JointEspresso prodotto con farina di canapa Hesalis che ha riscosso tanta curiosità e tanti apprezzamenti tra i visitatori, mandando esaurite le “cialde” preparate appositamente per la Fiera. C’era l’olio di canapa Hesalis in concorso come miglior prodotto di Expocanamo 2018 e protagonista numero uno agli apprezzatissimi show cooking di Claudio Natalini e dello chef Tommaso Montineri. Inutile sottolineare il capannello di persone che si andava formando ogni volta che le penne con pesto di canapa, semi e pomodorini confit erano servite pronte sul piatto. Allo stand Hesalis anche il fiore dell’azienda agricola Carma Hemp e la Green Bear (birra alla canapa) prodotta da Bio Canamo. Emilio Petrucci, nell’ultimo giorno di fiera, domenica 13 maggio, ha tenuto una conferenza sul recente mercato della cannabis light in Italia.

Il premio come miglior progetto industriale è andato a Canna Beer, ma intorno ad Hesalis c’è stata la solita grande attenzione da parte del pubblico e degli organizzatori. “Una bella edizione in cui abbiamo fatto conoscere al pubblico spagnolo la bontà dei nostri prodotti al 100% made in Umbria – commenta Hesalis – ottime risposte anche per quanto riguarda la crescita del nostro gruppo e la condivisione degli obiettivi. Siamo partiti con uno staff nutrito, di circa dieci persone tra tutti i vari collaboratori, e abbiamo toccato con mano quanto sia difficile organizzare e partecipare ad una fiera del genere sotto tutti i punti di vista. La fiera è stata come al solito divertente, ricca e piena di eventi. Può ancora migliorare attraverso il coinvolgimento non solo di Siviglia, ma di tutta l’Andalusia, visto che è l’unica fiera del genere in tutto il Sud della Spagna”.

Show cooking e Reviride 2.0: Hesalis a Siviglia per la quarta edizione di Expocanamo

Un anno dopo essersi aggiudicata il premio “Mejor proyecto industrial” a Expocanamo 2017, Hesalis torna alla fiera internazionale dedicata all’industria e alla cultura della canapa, giunta alla quarta edizione. Dall’11 al 13 maggio nello sconfinato Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni di Siviglia, anche noto come Fibes, tra gli 87 espositori provenienti da tutta Europa (l’anno scorso erano 81) Hesalis terrà alta la bandiera del Made in Italy con Carma Hemp e Bio Canamo nello stand i-39.

Grata per le possibilità che la partecipazione a Expocanamo 2017 ha aperto dal punto di vista commerciale, della visibilità, dei contatti con il mondo della distribuzione nel Sud della Spagna che si sono rafforzati, la start up ternana torna a Siviglia presentando l’evoluzione dello spin-off Reviride, premiato lo scorso anno come miglior progetto industriale. “Ma soprattutto – spiega Emilio Petrucci, amministratore unico di Hesalis – l’obiettivo è consolidare la rete di collaborazioni nel panorama europeo che hanno permesso a questa piccola Cenerentola italiana di essere protagonista in un mercato come quello della cannabis internazionale altrimenti dominato da big del settore. Un modo anche per avvicinarsi al mercato latino in vista chissà, un giorno, anche di un possibile sbarco al di là dell’oceano”.

Hesalis proporrà uno show cooking (venerdì 11 maggio 17.00-17.40, sabato 12 maggio e domenica 13 maggio 12.00-12.40) con lo chef Tommaso Montineri e Claudio Natalini, co-founder e Food & Beverage manager di Hesalis: “Abbiamo optato – spiega Natalini – per una ricetta in grado di trasmettere la possibilità di utilizzo della canapa nella quotidianità. Perciò faremo pasta al 15% di farina di canapa condita con un pesto a base di basilico fresco, semi di canapa integrali, olio extravergine e parmigiano, con aggiunta di crumble di pane tostato di canapa e pomodorini confit”. Lo chef Tommaso Montineri, con l’aiuto di Claudio Natalini, parteciperà anche allo show cooking di Bio Canamo, azienda di Madrid che che presenterà Green Beer in un menù che accoppierà birra e canapa.

Il dott. Luca Schinoppi, biologo nutrizionista e co-founder di Hesalis, sarà disponibile presso lo stand i-39 di per consulenze nutrizionali (venerdì 11 maggio 16.00-17.00, sabato 12 maggio 11.00-12.00 e 16.00-17.00, domenica 13 maggio: 11.00-12.00) mentre Emilio Petrcucci terrà presso il Foro Industriale una presentazione sul sistema socio economico della cannabis in Italia e in Europa e sull’espansione del nuovo fenomeno della ‘cannabis light’. Il ritorno di Hesalis a Expocanamo vuole dare continuità al premio conferito lo scorso anno al progetto spin-off Reviride, legato alla creazione di un’economia circolare per la rigenerazione urbana del territorio mediante l’utilizzo di Cannabis Sativa. Una materia vegetale ecosostenibile, curativa, alimentare, utilizzata per bioedilizia, biocarburanti, carta ed estratti.

I PRODOTTI DI HESALIS A EXPOCANAMO 2018

FARINA DI CANAPA ottenuta dalla macinatura a pietra dei semi di Cannabis Sativa, coltivata nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. E’ ricca di fibre, proteine e acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, 6, 9 perfettamente bilanciati tra loro. Particolarmente indicata per chi segue una dieta ipocalorica. Si consiglia di miscelare il 10/15% ad altra farina.

OLIO DI SEMI DI CANAPA ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di Cannabis Sativa, coltivata nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. E’ ricco di fitosteroli e acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, 6, 9 perfettamente bilanciati tra loro. Particolarmente indicato nel controllo del colesterolo. Se ne consiglia un’assunzione giornaliera di 2/3 cucchiaini al giorno a persona.

PASTA DI CANAPA ottenuta dalla miscela di semola di grano tenero con farina di semi di Cannabis Sativa, coltivati entrambi nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. La pasta di Canapa è ricca di fibre, proteine e povera di carboidrati. Particolarmente indicata per chi segue una dieta ipocalorica. Per la quota giornaliera da assumere si consiglia di consultare un nutrizionista.

BISCOTTI AL 30% CON FARINA DI CANAPA ottenuti dalla sapiente lavorazione della Pasticceria Pazzaglia di Terni, con esperienza centenaria nel settore pasticcero. sono ricchi di fibre, proteine e acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, 6, 9 perfettamente bilanciati tra loro. Ottimi per spuntini veloci.

CAFFE’ JOINT ESPRESSO nato dalla collaborazione tra Hesalis, Logica Solution e Coffee’n. Un blend speciale, ricco di aromi incredibili ottenuto da caffè arabica 100% unito alle proprietà della farina di canapa, coltivata nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. Joint-espresso unisce i potenti antiossidanti del caffè insieme alle proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti della Canapa, in particolar modo del CBD. Il caffè della rigenerazione.

HESALIS srl nasce nell’aprile 2017 dalla volontà di creare una nuova economia circolare basata sul verde e non più su petrolio e acciaio. Siamo a Terni, in Umbria, in un territorio tanto bello quanto inquinato. Per questo motivo prende vita il progetto di rigenerazione denominato “Reviride”, dedicato alla bonifica dei terreni attraverso la coltivazione della Cannabis Sativa l. grazie alle sue proprietà fitorimedianti. Acquistando i prodotti Hesalis (olio, farina, semi, fiore) è possibile contribuire alla sostenibilità ambientale. Hesalis devolve il 15% dei ricavi alla ricerca scientifica e alla diffusione di buone pratiche.

Menù cannabico e birra selezionata per il primo compleanno di Hesalis

Il primo anno di vita, la prima candelina che Hesalis vuole spegnere in compagnia di amici e sostenitori sabato 21 aprile in Piazza San Giovanni Decollato nel locale ‘Roba da Malti’. Il primo compleanno, un momento importante per la crescita della startup ternana, azienda agricola che promuove buone pratiche alimentari e non solo. Al centro del progetto Hesalis e della festa per il primo anniversario di vita ci sarà ancora il progetto ‘ReViride’ nato dalla volontà e dalla necessità di rigenerare un territorio inquinato come quello ternano con l’ambizione di rendere lo schema replicabile anche fuori dai confini locali. Valorizzazione del talento locale e ricerca sulla bonifica dei terreni inquinati. Questi i punti cardine dell’attività di Hesalis che attraverso il ritorno alla coltivazione della Cannabis sativa L. (dove L. sta per Linneo e non per Light, scanso equivoci) sostiene e promuove l’impiego alimentare ed industriale della pianta, ma anche e soprattutto la peculiarità di fitorimediare il terreno attraverso l’assorbimento dei metalli pesanti. La festa di Hesalis comincerà sin dal pomeriggio con la condivisione del percorso compiuto nel primo anno di attività attraverso workshop a partecipazione libera ed aperta per consentire ad amici e sostenitori del progetto di contribuire in prima persona attraverso idee e proposte di ciascuno. In serata è prevista una degustazione incentrata su piatti “cannabici” accompagnata da una ricca selezione di birra. Una festa per il primo anno di vita di Hesalis ma anche una festa di buon auspicio per la prossima semina di 32 ettari di terreno per la coltivazione da seme e 5 ettari per la coltivazione da fiore in tutta l’Umbria e non solo. La prosperità in agricoltura va festeggiata con l’augurio che possa essere per tutti una buona stagione.

MENU’ CANNABICO PER IL COMPLEANNO HESALIS (sabato 21 aprile c/o Roba da Malti)

Tris di bruschette con pesto di canapa, ricotta condita e semi, crema salata all’olio essenziale di canapa

Focaccia di farina di canapa ripiena con mortadella artigianale o verdure ripassate

Calzoni di farina di canapa ripieni

Bocconcini di pollo panati con farina di canapa

Insalata mista con mango, feta, olive olio essenziale e semi di canapa

Biscotteria secca dolce

Ricotta dolce con miele “Buono” e granella di semi

Pannacotta con latte di canapa e ganache di fondente

L’EIHA all’Europa: “Il limite dello 0,2% di THC è un serio svantaggio”

L’Associazione europea della canapa industriale (EIHA) ha nuovamente invitato l’Unione europea ad ammorbidire i limiti di THC per le varietà di canapa industriale decisi 1999.

“L’EIHA chiede dei limiti THC per la canapa industriale che siano razionali ed in conformità con le normative internazionali”, si legge in un comunicato dell’associazione che spiega come l’operazione potrebbe “ripristinare la piena competitività dell’industria europea della canapa”. L’associazione in pratica chiede un allentamento della restrizione che da 17 anni fissa il contenuto massimo di THC per la canapa industriale allo 0,2% in Europa, mentre i mercati più restrittivi nel resto del mondo hanno in genere un limite dello 0,3%. In Svizzera invece il limite è fissato all’1% di THC, sia per le piante di canapa che per i prodotti alimentari e ad uso umano.

“L’industria alimentare della canapa in Europa ha uno svantaggio competitivo significativo nei confronti dei produttori del Nord America e dell’Asia. Con la crescita dei mercati dei derivati alimentari della canapa, questo problema diventerà ancora più grande negli anni a venire”, sostiene l’EIHA.

I valori limite THC specifici per l’Europa per la canapa industriale europea sono stati fissati per la prima volta allo 0,5% nel 1984. Il limite è stato successivamente ridotto allo 0,3% in base a uno standard stabilito negli anni ’70 dall’associazione internazionale per la tassonomia delle piante (IAPT) e basato sul lavoro degli studiosi americani Ernest Small e Arthur Cronquist. Il loro lavoro per la IAPT ha fissato lo 0,3% di THC. L’Unione europea nel 1999 ha ulteriormente ridotto la quantità ammissibile di THC per la canapa allo 0,2%.

da canapaindustriale.it

Canapa e piante impollinatrici simbolo di rigenerazione della Primavera Ternana

Alla Sala Consiglio della Camera di Commercio, di fronte ad appassionati, operatori, studenti del Liceo Classico e semplici curiosi abbiamo presentato il progetto “Reviride”. Il nostro obiettivo è bonificare i terreni inquinati e rigenerare così il nostro territorio. Non a caso “Reviride” significa letteralmente “rinascere dal verde” e non è casuale nemmeno la scelta della data, 21 marzo, a sottolineare l’arrivo della primavera. “Una Primavera Ternana che sia di risveglio perché viviamo in un territorio dove ci sono 800 ettari di terreni inquinati e più di 40.000 cartelle cliniche di pazienti affetti da patologie che sono legate o riconducibili a problematiche ambientali” ha esordito Emilio nel suo intervento di presentazione. Ci ha colpito soprattutto la presenza di tanti studenti che al termine della conferenza abbiamo voluto accompagnare in un giro di ricognizione degli spazi verdi pubblici cittadini dove saranno piante di canapa e di altre varietà vegetali destinate all’incremento della biodiversità ed al miglioramento ambientale. L’obiettivo è la realizzazione di un “Bee Hotel” per api solitarie, progetto portato avanti in collaborazione con l’Associazione romana Buono che si occupa di apicoltura, ricerca e divulgazione scientifica. “Le api sono esempio di cooperazione e sostenibilità ma anche simbolo di fragilità e della necessità di prenderci cura del mondo in cui viviamo – ha spiegato agli studenti incuriositi la nostra amica Serena Cavallero, responsabile ricerca dell’Associazione BUONO – più del 70% di ciò che mangiamo oggi dipende dalle api”. Canapa e piante impollinatrici in spazi verdi simbolo di rigenerazione. Ed ecco che il progetto “Reviride” di creare una filiera, unica in Italia, circolare della Canapa può e deve diventare replicabile. Destinatarie del messaggio sono anche le aziende legate ad acciaio e petrolio che possono e devono puntare sulla rigenerazione. La Canapa è pianta dai mille usi ed in grado di fitorimediare il terreno assorbendone i metalli pesanti. Quello che vogliamo è svegliarci la mattina e non dover dire più che abbiamo un amico o un parente affetto da qualche grave patologia. Già, perchè tra l’altro l’inquinamento dei terreni influisce anche sul calo del turismo in calo e naturalmente mette in crisi le aziende agricole. Canapa e piante impollinatrici in spazi verdi simbolo di rigenerazione. Ecco come comincia la Primavera Ternana di “Reviride”. Non a caso Hesalis nasce proprio dalla necessità di rigenerare il territorio. Guardiamo in casa nostra ma non solo. Per il 2018 semineremo 40.000 ettari di Canapa in tutta Italia. La Green Revolution è partita.

Hesalis presenta ReViride: la filiera della canapa simbolo di rigenerazione

Il 21 marzo per l’inizio della Primavera Ternana presenteremo presso la Sala Consiglio della Camera di Commercio di Terni (Largo Don Minzoni 6) il nostro progetto spin-off denominato “ReViride” che letteralmente significa “rinascere dal verde”. Il progetto è mirato alla creazione di una filiera circolare, unica in Italia, della Canapa. Una pianta dai mille usi alimentari e industriali ed in grado di fitorimediare il terreno, assorbendone i metalli pesanti.

IL PROGRAMMA DELLA MATTINATA

h.10:00 Meeting: inizio presentazione presso la Camera di Commercio, Sala Consiglio

h. 10.15 Introduzione del ruolo di Hesalis nel mercato della Cannabis Sativa l. a cura di Emilio Petrucci

h. 10.45 Descrizione della filiera ReViride

h. 11.30 Degustazione di prodotti a base di canapa con la presentazione del Dott. Luca Schinoppi, biologo nutrizionista di Hesalis che illustrerà le proprietà dei nostri prodotti a base di canapa

A seguire passeggiata e mappatura partecipata degli spazi verdi del Comune di Terni che si concluderà con la semina di piante di canapa e di altre varietà vegetali destinate all’incremento della biodiversità ed al miglioramento ambientale in aiuole ed aree di verde pubblico, per la realizzazione di un “hotel” per api solitarie in collaborazione con l’Associazione BUONO.