La Cannabis Light non sarà vietata: lo assicura il ministro della Salute

«Quello del Consiglio superiore della sanità è il parere di un organo consultivo, ma le decisioni le prende il governo e il divieto non è in discussione». Parole pronunciate dal ministro della Salute Giula Grillo, e che riportano il sereno sul settore della cannabis light, dopo la dura giornata di ieri.

Il Css, emanando un parere che le era stato richiesto dal precendente ministro Beatrice Lorenzin, aveva invocato il divieto al commercio della cannabis light invocando il principio di precauzione ed affermando che si puà escludere che «il THC, anche se a basse concentrazioni, possa causare comunque problemi di salute». Un parere che ieri non avevamo esitato a definire “politico”, visto che i membri dell’attuale Css sono stati nominati dal precedente ministro della Salute, di orientamento proibizionista.

Le dichiarazioni di Giulia Grillo (M5S) gettano acqua sul fuoco. Il ministro ha assicurato che non vi è alcuna intenzione di vietare le infiorescenze di canapa, né tantomeno chiudere i growshop, specificando come la volontà sia piuttosto quella di «regolamentare il settore», come già chiesto anche dalle aziende che vi operano, come condizione essenziale per poter finalmente strutturare un settore in forte crescita ma ancora privo di garanzie sufficienti per imprenditori, commercianti e consumatori.

Nell’intervista Giulia Grillo ha anche parlato, in modo molto prudente, della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis che nella scorsa legislatura i 5 stelle avevano sostenuto («non è nel contratto di governo, se ne occuperà il Parlamento» e della necessità di potenziare l’accesso alla cannabis terapeutica per i malati, affermando che si tratta di «una priorità da risolvere valutando le capacità produttive dell’Istituto farmaceutico miliare di Firenze e rimuovendo gli ostacoli all’importazione dall’estero».

fonte http://www.dolcevitaonline.it/la-cannabis-light-non-sara-vietata-lo-assicura-il-ministro-della-sanita/

Pasta, Caffè e Olio di Canapa: successo degli show-cooking Hesalis a Expocanamo

Mostre, presentazioni e workshop. La quarta edizione di Expocanamo a Siviglia ha rappresentato il punto di incontro tra aziende, professionisti e associazioni vicine alla tradizione e all’avanguardia della produzione e della produzione della pianta dai mille usi. Sempre di più i settori e le imprese collegate alla canapa: dalla terapeutica alla gastronomia, dalla bioedilizia alla bonifica ambientale. Spettatori in crescita rispetto lo scorso anno, così come gli espositori. E tra concerti, attività sportive e moda sostenibile, nell’immenso padiglione del Fibes, Hesalis ha messo in mostra la sua idea di Green Revolution.

Nuove tecnologie di coltivazione, sostenibilità e biocostruzione, genetica e ricerca medica. Nuovi spazi anche nel mondo gastronomico, dall’elaborazione tradizionale alle più moderne pasticcerie. Allo stand i-39 la startup ternana ha lanciato il nuovo caffè alla canapa del brand JointEspresso prodotto con farina di canapa Hesalis che ha riscosso tanta curiosità e tanti apprezzamenti tra i visitatori, mandando esaurite le “cialde” preparate appositamente per la Fiera. C’era l’olio di canapa Hesalis in concorso come miglior prodotto di Expocanamo 2018 e protagonista numero uno agli apprezzatissimi show cooking di Claudio Natalini e dello chef Tommaso Montineri. Inutile sottolineare il capannello di persone che si andava formando ogni volta che le penne con pesto di canapa, semi e pomodorini confit erano servite pronte sul piatto. Allo stand Hesalis anche il fiore dell’azienda agricola Carma Hemp e la Green Bear (birra alla canapa) prodotta da Bio Canamo. Emilio Petrucci, nell’ultimo giorno di fiera, domenica 13 maggio, ha tenuto una conferenza sul recente mercato della cannabis light in Italia.

Il premio come miglior progetto industriale è andato a Canna Beer, ma intorno ad Hesalis c’è stata la solita grande attenzione da parte del pubblico e degli organizzatori. “Una bella edizione in cui abbiamo fatto conoscere al pubblico spagnolo la bontà dei nostri prodotti al 100% made in Umbria – commenta Hesalis – ottime risposte anche per quanto riguarda la crescita del nostro gruppo e la condivisione degli obiettivi. Siamo partiti con uno staff nutrito, di circa dieci persone tra tutti i vari collaboratori, e abbiamo toccato con mano quanto sia difficile organizzare e partecipare ad una fiera del genere sotto tutti i punti di vista. La fiera è stata come al solito divertente, ricca e piena di eventi. Può ancora migliorare attraverso il coinvolgimento non solo di Siviglia, ma di tutta l’Andalusia, visto che è l’unica fiera del genere in tutto il Sud della Spagna”.

Show cooking e Reviride 2.0: Hesalis a Siviglia per la quarta edizione di Expocanamo

Un anno dopo essersi aggiudicata il premio “Mejor proyecto industrial” a Expocanamo 2017, Hesalis torna alla fiera internazionale dedicata all’industria e alla cultura della canapa, giunta alla quarta edizione. Dall’11 al 13 maggio nello sconfinato Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni di Siviglia, anche noto come Fibes, tra gli 87 espositori provenienti da tutta Europa (l’anno scorso erano 81) Hesalis terrà alta la bandiera del Made in Italy con Carma Hemp e Bio Canamo nello stand i-39.

Grata per le possibilità che la partecipazione a Expocanamo 2017 ha aperto dal punto di vista commerciale, della visibilità, dei contatti con il mondo della distribuzione nel Sud della Spagna che si sono rafforzati, la start up ternana torna a Siviglia presentando l’evoluzione dello spin-off Reviride, premiato lo scorso anno come miglior progetto industriale. “Ma soprattutto – spiega Emilio Petrucci, amministratore unico di Hesalis – l’obiettivo è consolidare la rete di collaborazioni nel panorama europeo che hanno permesso a questa piccola Cenerentola italiana di essere protagonista in un mercato come quello della cannabis internazionale altrimenti dominato da big del settore. Un modo anche per avvicinarsi al mercato latino in vista chissà, un giorno, anche di un possibile sbarco al di là dell’oceano”.

Hesalis proporrà uno show cooking (venerdì 11 maggio 17.00-17.40, sabato 12 maggio e domenica 13 maggio 12.00-12.40) con lo chef Tommaso Montineri e Claudio Natalini, co-founder e Food & Beverage manager di Hesalis: “Abbiamo optato – spiega Natalini – per una ricetta in grado di trasmettere la possibilità di utilizzo della canapa nella quotidianità. Perciò faremo pasta al 15% di farina di canapa condita con un pesto a base di basilico fresco, semi di canapa integrali, olio extravergine e parmigiano, con aggiunta di crumble di pane tostato di canapa e pomodorini confit”. Lo chef Tommaso Montineri, con l’aiuto di Claudio Natalini, parteciperà anche allo show cooking di Bio Canamo, azienda di Madrid che che presenterà Green Beer in un menù che accoppierà birra e canapa.

Il dott. Luca Schinoppi, biologo nutrizionista e co-founder di Hesalis, sarà disponibile presso lo stand i-39 di per consulenze nutrizionali (venerdì 11 maggio 16.00-17.00, sabato 12 maggio 11.00-12.00 e 16.00-17.00, domenica 13 maggio: 11.00-12.00) mentre Emilio Petrcucci terrà presso il Foro Industriale una presentazione sul sistema socio economico della cannabis in Italia e in Europa e sull’espansione del nuovo fenomeno della ‘cannabis light’. Il ritorno di Hesalis a Expocanamo vuole dare continuità al premio conferito lo scorso anno al progetto spin-off Reviride, legato alla creazione di un’economia circolare per la rigenerazione urbana del territorio mediante l’utilizzo di Cannabis Sativa. Una materia vegetale ecosostenibile, curativa, alimentare, utilizzata per bioedilizia, biocarburanti, carta ed estratti.

I PRODOTTI DI HESALIS A EXPOCANAMO 2018

FARINA DI CANAPA ottenuta dalla macinatura a pietra dei semi di Cannabis Sativa, coltivata nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. E’ ricca di fibre, proteine e acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, 6, 9 perfettamente bilanciati tra loro. Particolarmente indicata per chi segue una dieta ipocalorica. Si consiglia di miscelare il 10/15% ad altra farina.

OLIO DI SEMI DI CANAPA ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di Cannabis Sativa, coltivata nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. E’ ricco di fitosteroli e acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, 6, 9 perfettamente bilanciati tra loro. Particolarmente indicato nel controllo del colesterolo. Se ne consiglia un’assunzione giornaliera di 2/3 cucchiaini al giorno a persona.

PASTA DI CANAPA ottenuta dalla miscela di semola di grano tenero con farina di semi di Cannabis Sativa, coltivati entrambi nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. La pasta di Canapa è ricca di fibre, proteine e povera di carboidrati. Particolarmente indicata per chi segue una dieta ipocalorica. Per la quota giornaliera da assumere si consiglia di consultare un nutrizionista.

BISCOTTI AL 30% CON FARINA DI CANAPA ottenuti dalla sapiente lavorazione della Pasticceria Pazzaglia di Terni, con esperienza centenaria nel settore pasticcero. sono ricchi di fibre, proteine e acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, 6, 9 perfettamente bilanciati tra loro. Ottimi per spuntini veloci.

CAFFE’ JOINT ESPRESSO nato dalla collaborazione tra Hesalis, Logica Solution e Coffee’n. Un blend speciale, ricco di aromi incredibili ottenuto da caffè arabica 100% unito alle proprietà della farina di canapa, coltivata nelle campagne umbre secondo i metodi tradizionali organici. Joint-espresso unisce i potenti antiossidanti del caffè insieme alle proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti della Canapa, in particolar modo del CBD. Il caffè della rigenerazione.

HESALIS srl nasce nell’aprile 2017 dalla volontà di creare una nuova economia circolare basata sul verde e non più su petrolio e acciaio. Siamo a Terni, in Umbria, in un territorio tanto bello quanto inquinato. Per questo motivo prende vita il progetto di rigenerazione denominato “Reviride”, dedicato alla bonifica dei terreni attraverso la coltivazione della Cannabis Sativa l. grazie alle sue proprietà fitorimedianti. Acquistando i prodotti Hesalis (olio, farina, semi, fiore) è possibile contribuire alla sostenibilità ambientale. Hesalis devolve il 15% dei ricavi alla ricerca scientifica e alla diffusione di buone pratiche.

Menù cannabico e birra selezionata per il primo compleanno di Hesalis

Il primo anno di vita, la prima candelina che Hesalis vuole spegnere in compagnia di amici e sostenitori sabato 21 aprile in Piazza San Giovanni Decollato nel locale ‘Roba da Malti’. Il primo compleanno, un momento importante per la crescita della startup ternana, azienda agricola che promuove buone pratiche alimentari e non solo. Al centro del progetto Hesalis e della festa per il primo anniversario di vita ci sarà ancora il progetto ‘ReViride’ nato dalla volontà e dalla necessità di rigenerare un territorio inquinato come quello ternano con l’ambizione di rendere lo schema replicabile anche fuori dai confini locali. Valorizzazione del talento locale e ricerca sulla bonifica dei terreni inquinati. Questi i punti cardine dell’attività di Hesalis che attraverso il ritorno alla coltivazione della Cannabis sativa L. (dove L. sta per Linneo e non per Light, scanso equivoci) sostiene e promuove l’impiego alimentare ed industriale della pianta, ma anche e soprattutto la peculiarità di fitorimediare il terreno attraverso l’assorbimento dei metalli pesanti. La festa di Hesalis comincerà sin dal pomeriggio con la condivisione del percorso compiuto nel primo anno di attività attraverso workshop a partecipazione libera ed aperta per consentire ad amici e sostenitori del progetto di contribuire in prima persona attraverso idee e proposte di ciascuno. In serata è prevista una degustazione incentrata su piatti “cannabici” accompagnata da una ricca selezione di birra. Una festa per il primo anno di vita di Hesalis ma anche una festa di buon auspicio per la prossima semina di 32 ettari di terreno per la coltivazione da seme e 5 ettari per la coltivazione da fiore in tutta l’Umbria e non solo. La prosperità in agricoltura va festeggiata con l’augurio che possa essere per tutti una buona stagione.

MENU’ CANNABICO PER IL COMPLEANNO HESALIS (sabato 21 aprile c/o Roba da Malti)

Tris di bruschette con pesto di canapa, ricotta condita e semi, crema salata all’olio essenziale di canapa

Focaccia di farina di canapa ripiena con mortadella artigianale o verdure ripassate

Calzoni di farina di canapa ripieni

Bocconcini di pollo panati con farina di canapa

Insalata mista con mango, feta, olive olio essenziale e semi di canapa

Biscotteria secca dolce

Ricotta dolce con miele “Buono” e granella di semi

Pannacotta con latte di canapa e ganache di fondente

L’EIHA all’Europa: “Il limite dello 0,2% di THC è un serio svantaggio”

L’Associazione europea della canapa industriale (EIHA) ha nuovamente invitato l’Unione europea ad ammorbidire i limiti di THC per le varietà di canapa industriale decisi 1999.

“L’EIHA chiede dei limiti THC per la canapa industriale che siano razionali ed in conformità con le normative internazionali”, si legge in un comunicato dell’associazione che spiega come l’operazione potrebbe “ripristinare la piena competitività dell’industria europea della canapa”. L’associazione in pratica chiede un allentamento della restrizione che da 17 anni fissa il contenuto massimo di THC per la canapa industriale allo 0,2% in Europa, mentre i mercati più restrittivi nel resto del mondo hanno in genere un limite dello 0,3%. In Svizzera invece il limite è fissato all’1% di THC, sia per le piante di canapa che per i prodotti alimentari e ad uso umano.

“L’industria alimentare della canapa in Europa ha uno svantaggio competitivo significativo nei confronti dei produttori del Nord America e dell’Asia. Con la crescita dei mercati dei derivati alimentari della canapa, questo problema diventerà ancora più grande negli anni a venire”, sostiene l’EIHA.

I valori limite THC specifici per l’Europa per la canapa industriale europea sono stati fissati per la prima volta allo 0,5% nel 1984. Il limite è stato successivamente ridotto allo 0,3% in base a uno standard stabilito negli anni ’70 dall’associazione internazionale per la tassonomia delle piante (IAPT) e basato sul lavoro degli studiosi americani Ernest Small e Arthur Cronquist. Il loro lavoro per la IAPT ha fissato lo 0,3% di THC. L’Unione europea nel 1999 ha ulteriormente ridotto la quantità ammissibile di THC per la canapa allo 0,2%.

da canapaindustriale.it

Canapa e piante impollinatrici simbolo di rigenerazione della Primavera Ternana

Alla Sala Consiglio della Camera di Commercio, di fronte ad appassionati, operatori, studenti del Liceo Classico e semplici curiosi abbiamo presentato il progetto “Reviride”. Il nostro obiettivo è bonificare i terreni inquinati e rigenerare così il nostro territorio. Non a caso “Reviride” significa letteralmente “rinascere dal verde” e non è casuale nemmeno la scelta della data, 21 marzo, a sottolineare l’arrivo della primavera. “Una Primavera Ternana che sia di risveglio perché viviamo in un territorio dove ci sono 800 ettari di terreni inquinati e più di 40.000 cartelle cliniche di pazienti affetti da patologie che sono legate o riconducibili a problematiche ambientali” ha esordito Emilio nel suo intervento di presentazione. Ci ha colpito soprattutto la presenza di tanti studenti che al termine della conferenza abbiamo voluto accompagnare in un giro di ricognizione degli spazi verdi pubblici cittadini dove saranno piante di canapa e di altre varietà vegetali destinate all’incremento della biodiversità ed al miglioramento ambientale. L’obiettivo è la realizzazione di un “Bee Hotel” per api solitarie, progetto portato avanti in collaborazione con l’Associazione romana Buono che si occupa di apicoltura, ricerca e divulgazione scientifica. “Le api sono esempio di cooperazione e sostenibilità ma anche simbolo di fragilità e della necessità di prenderci cura del mondo in cui viviamo – ha spiegato agli studenti incuriositi la nostra amica Serena Cavallero, responsabile ricerca dell’Associazione BUONO – più del 70% di ciò che mangiamo oggi dipende dalle api”. Canapa e piante impollinatrici in spazi verdi simbolo di rigenerazione. Ed ecco che il progetto “Reviride” di creare una filiera, unica in Italia, circolare della Canapa può e deve diventare replicabile. Destinatarie del messaggio sono anche le aziende legate ad acciaio e petrolio che possono e devono puntare sulla rigenerazione. La Canapa è pianta dai mille usi ed in grado di fitorimediare il terreno assorbendone i metalli pesanti. Quello che vogliamo è svegliarci la mattina e non dover dire più che abbiamo un amico o un parente affetto da qualche grave patologia. Già, perchè tra l’altro l’inquinamento dei terreni influisce anche sul calo del turismo in calo e naturalmente mette in crisi le aziende agricole. Canapa e piante impollinatrici in spazi verdi simbolo di rigenerazione. Ecco come comincia la Primavera Ternana di “Reviride”. Non a caso Hesalis nasce proprio dalla necessità di rigenerare il territorio. Guardiamo in casa nostra ma non solo. Per il 2018 semineremo 40.000 ettari di Canapa in tutta Italia. La Green Revolution è partita.

Hesalis presenta ReViride: la filiera della canapa simbolo di rigenerazione

Il 21 marzo per l’inizio della Primavera Ternana presenteremo presso la Sala Consiglio della Camera di Commercio di Terni (Largo Don Minzoni 6) il nostro progetto spin-off denominato “ReViride” che letteralmente significa “rinascere dal verde”. Il progetto è mirato alla creazione di una filiera circolare, unica in Italia, della Canapa. Una pianta dai mille usi alimentari e industriali ed in grado di fitorimediare il terreno, assorbendone i metalli pesanti.

IL PROGRAMMA DELLA MATTINATA

h.10:00 Meeting: inizio presentazione presso la Camera di Commercio, Sala Consiglio

h. 10.15 Introduzione del ruolo di Hesalis nel mercato della Cannabis Sativa l. a cura di Emilio Petrucci

h. 10.45 Descrizione della filiera ReViride

h. 11.30 Degustazione di prodotti a base di canapa con la presentazione del Dott. Luca Schinoppi, biologo nutrizionista di Hesalis che illustrerà le proprietà dei nostri prodotti a base di canapa

A seguire passeggiata e mappatura partecipata degli spazi verdi del Comune di Terni che si concluderà con la semina di piante di canapa e di altre varietà vegetali destinate all’incremento della biodiversità ed al miglioramento ambientale in aiuole ed aree di verde pubblico, per la realizzazione di un “hotel” per api solitarie in collaborazione con l’Associazione BUONO.

Umbria cuore verde della canapa nel mondo. Cooperare e aiutare giovani produttori

Le nuove opportunità legate alla coltivazione della canapa e al suo utilizzo in varie filiere: questo il tema del convegno organizzato dall’IIS Ciuffelli Einaudi di Todi in collaborazione con l’Associazione Canapamo Umbria. Anche Hesalis ha partecipato al dibattito che partiva dal tema “La riscoperta della Canapa: Filiere, opportunità e nuove frontiere” e che è stato aperto dal dott. Alfredo Battistini, agronomo e funzionario del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Un bel momento di confronto in cui si è parlato di “bioedilizia: interventi strutturali in canapa e calce” con Paule Favre dello Studio Architettura & Ambiente e Sergio Ciarletti dell’Impresa Edile Sergio Ciarletti Gustavo, di “fibra di canapa: cenni storici filiera del tessile e della carta” con Glenda Giampaoli, Direttrice del Museo Nazionale della Canapa di Sant’Anatolia di Narco e Melania Tozzi di Canapacruda, e poi ancora tante altre testimonianze ed esperienze a confronto: Giovanni Milazzo (Kanèsis), Giacomo Quagliotti (Le Canapaie), Alberto Tamburo (Cantalupo Lumache – Umbria Canapa), Filippo Gregori (Tuder Hemp Farm), Alberto Bocchini (Edilcanapa Materiali Per Bioedilizia), Eliana Baglioni (Architetto). Conclusioni a cura di Simone Casagrande Moretti e Michele Galeri dell’Associazione Canapamo.

“Unirsi è importante ma non tanto quanto saper cooperare – ha detto nel suo intervento Emilio Petrucci, amministratore unico di Hesalis – l’Umbria sarà il cuore verde della canapa italiana nel mondo, e bisogna parlare ai giovani con chiarezza al fine di poterli aiutare ad affrontare il mercato da produttori e consumatori. La nostra alternativa alle aziende agricole in crisi e al calo del turismo a causa dell’inquinamento, vede nella canapa una risorsa per l’ambiente grazie alle sue capacità fitorimedianti e alle sue capacità di trasformazione industriale ed agroalimentare. E’ un mercato che offre grande opportunità ma che presenta anomalie. A Terni ci sono negozi che vengono prodotti non certificati nonostante la circolare del Ministero della Sanità vieti l’importazione e di conseguenza la vendita dei prodotti provenienti dalla Svizzera. Tornare a lavorare sulle nostre identità e su un prodotto di origine controllata è un obbligo. Abbiamo bisogno di avere il nostro seme”.

#ReViride Rinascere dal verde – Filiera nazionale

Presentazione di Hesalis start up e il progetto #ReViride primo esempio di filiera di cooperazione agricola dedicato alla cannabis sativa l.

Publiée par Hesalis sur samedi 10 mars 2018

“Cannabis light” svizzera, perchè il Ministero vieta l’importazione e altre criticità

Il Ministero della Salute ha chiarito nei giorni scorsi (prima del voto del 4 marzo) la posizione del Governo italiano in merito al fenomeno della cannabis light prodotta in Svizzera. Come riporta il sito canapaindustriale.it, una circolare dell’Agenzia delle Dogane, che aveva sollecitato il Ministero ad esprimersi, recita testualmente: “La cannabis light prodotta in Svizzera che non proviene da varietà certificate a livello europeo non può essere autorizzata all’ingresso in Italia”.

Il Ministero ha anche chiarito che la legge 242 del 2 dicembre 2016, quella che regola la canapa industriale italiana, fa riferimento solo alle varietà certificate a livello europeo, sostenendo che per tutte le altre varietà, indipendentemente dal livello di THC, sarà applicato il DPR 309 del 1990, la legge che regola gli stupefacenti. Dell’argomento avevamo già parlato in un nostro articolo del 22 settembre scorso. Tradotto significa che per canapa industriale in Italia si intendono solo le varietà certificate a livello europeo, le altre vengono considerate come sostanza stupefacente, anche se con un basso contenuto di THC.

Hesalis non può che accogliere positivamente questa presa di posizione del Ministero, ma al tempo stesso non può fare a meno di sottolineare alcune criticità. La circolare dice, ad esempio, che è illegale l’importazione e di conseguenza dovrebbe essere per logica illegale anche la vendita. Eppure gli shop che stanno spuntando come funghi in tutto il paese hanno sempre venduto e vendono ancora il prodotto svizzero. Come mai? Per assenza di controlli e perchè il mercato – e qui entriamo nella seconda criticità – richiede le varietà svizzere in quanto più simili a quelle con THC. Ma così facendo si mettono in ginocchio i produttori italiani che per attenersi alla legge vengono penalizzati dai distributori. La domanda che dobbiamo porci a questo punto è: “È possibile rispettare la legge anche con le certificate?”. La risposta è sì, ovviamente, a patto che si investa fortemente sulla ricerca trasversale, altra nota dolente.

Chiarezza delle regole (cosa si può importare e cosa si deve mettere in vendita) e ricerca. Da qui secondo Hesalis bisogna partire. Anche perchè, proseguendo con le criticità del mercato in questo particolare momento, i canali illegali solitamente usati per commerciare dalla Svizzera cannabis ad alto contenuto di THC e quindi con effetto psicoattivo, vengono ora utilizzati per portare la cosiddetta “cannabis light”. Cannabis che poi viene ricartellinata come prodotta in Italia. Insomma ancora rischi per tutti gli agricoltori italiani interessati sia alla produzione che alla vendita di canapa. In ultima analisi non possiamo non sottolineare come la volontà manifesta di mettere il controllo sui prodotti con CBD sopra al 10% nasconda in realtà l’evidente interesse sul CBD da parte delle grandi lobby, pronte a mettere le mani su un settore ancora prima che sia legiferato.

Dal sito canapa industriale.it: “Sul CBD il Ministero sostiene che, non essendo presente nelle tabelle delle sostanze stupefacenti o psicotrope, debba essere applicata la normativa vigente in materia di medicinali (d.lgs 219/2006). E’ la prima volta che il Ministero prende questa posizione: fino ad oggi in Italia c’era solo un documento del 2008 firmato dall’allora dirigente dell’Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della Salute, che spiegava come da noi il CBD fosse un componente con riconosciuta attività farmacologica ma che non era inserito in tabella I, quella della sostanze stupefacenti, senza specificare altro. Il parere è stato reso sulle infiorescenze di cannabis con un contenuto di THC inferiore allo 0,6% e di CBD superiore al 10%. Quindi restano escluse le varietà certificate a livello europeo perché non superano né il limite di THC dello 0,6%, né quello di CBD del 10%, che è stato ottenuto in diverse varietà prodotte in Svizzera grazie a particolari ibridazioni o con genetiche non comprese nella lista. Sulle importazioni dalla Svizzera il documento dell’Agenzia delle Dogane firmato dal direttore Maurizio Montemagno, spiega che le eventuali partite in importazione vadano rispedite in Svizzera, prima di spiegare che stanno continuando i contatti con il Ministero della Salute e con quello delle Politiche Agricole per valutare il fenomeno nella sua complessità”.

Terni, sold-out il corso di formazione sulla cannabis terapeutica

Offrire formazione, costruire cultura e dare un servizio migliore al cittadino. Questi gli obiettivi del corso ‘Cannabis, il farmaco e la droga’ sintetizzati da Marco Cotone, segretario di Uil Fpl in Umbria, in apertura dell’iniziativa formativa, rivolta a tutte le professioni sanitarie, che il sindacato ha organizzato a Terni, nell’aula magna del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Perugia. Grande la partecipazione al corso, cento infatti gli iscritti, come ha ricordato il segretario provinciale ternano di Uil Fpl Gino Venturi.

“È stato un successo, abbiamo dovuto rifiutare tantissime richieste – ha confermato Venturi – tanto che pensiamo di fare una seconda edizione. La cannabis come farmaco, è acclarato, dà molti benefici eppure ci risulta una grande ritrosia nel suo utilizzo. Abbiamo voluto fare questo corso, riconosciuto dal Ministero della salute nel programma di educazione continua in medicina, per approfondire il tema e lo abbiamo pensato con un approccio multidisciplinare”. Presenti, infatti, figure professionali di differenti ambiti scientifici, dalla medicina alla veterinaria, dalla farmacia alla psicologia, sia tra i corsisti che tra i professori. Come docenti del corso sono intervenuti i dottori Maria Antonietta Calzola, dell’Usl Umbria2, Giovanna Ballerini, dell’Ospedale Careggi di Firenze, Stefano Coaccioli, direttore clinica medica dell’ospedale di Terni e docente dell’Università degli Studi di Perugia, Fabio Conforti, direttore sanitario del Centro medico di Spoleto, Adiberto Favilli, già primario di Terapia del dolore e cure palliative dell’Ospedale di Narni, Gigliola Paolucci Ragni, psicologa, Elena Battaglia, Veterinario, Alessandro Betti, farmacista, Alessandra Ortenzi, primo dirigente della Questura di Terni, Emilio Petrucci di Hesalis srl e William Raffaelli, presidente di Isal per la ricerca sul dolore.

“Con questa iniziativa – ha aggiunto Cotone – vorremmo provare a fornire una cultura diversa rispetto all’utilizzo della cannabis per uso farmacologico perché ci siamo resi conto che all’interno anche del mondo della sanità vi sono delle resistenze rispetto a questo farmaco che nella terapia del dolore potrebbe essere estremamente utile”.

“La terapia del dolore – ha spiegato il dottor Coaccioli –, soprattutto del dolore cronico, nonostante la presenza di almeno tre leggi dello Stato italiano, trova ancora gli operatori sanitari e la popolazione in generale poco informati e formati. Per quanto riguarda il dolore cronico, c’è la necessità di dare risposte a circa un quarto della popolazione italiana. I mezzi e i farmaci ci sono, non ci sono ostative e negatività da parte delle autorità ecclesiastiche, per esempio, come molti pensano. C’è bisogno di fare formazione e informazione. La cannabis entra nello scenario terapeutico del dolore cronico, per esempio della fibromialgia e della sclerosi multipla, perché sfrutta, come la morfina e i derivati della morfina, quindi gli oppioidi, dei recettori che sono fisiologici, naturali, endogeni, e che ognuno di noi ha. Si tratta di sfruttare in maniera adeguata, con una preparazione scientifica, le sue proprietà”. “Uso i cannabinoidi per il trattamento del dolore da più di un anno – ha concluso il veterinario Battaglia – e ne sono entusiasta. Ho scoperto che questa cultura in America è molto più avanzata. Vorrei che tutti si informassero e spingessero i veterinari a informarsi perché siamo indietro anni luce. Siccome questa erba ha delle proprietà importanti che possono alleviare il dolore, io vorrei che tutti si educassero, che lo facesse la società in generale”. A patrocinare il corso sono il Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Perugia, l’Asl Umbria 2, l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, dell’Isal, dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria, e degli Ordini provinciali ternani dei medici, dei medici veterinari e dei farmacisti.