LA STORIA:

come è venuta l’idea – l’illuminazione

Emilio racconta: “…ero stato in Danimarca per un progetto europeo, di scambio culturale interdisciplinare e trilaterale (Italia, Lettonia, Danimarca). Tutto è iniziato quando mi hanno chiamato un pomeriggio mentre stavo preparando un esame dicendomi se volevo andare in Danimarca dopo due giorni (9 settembre 2012), chiaramente non ci ho pensato troppo e sono partito. Lì ho appreso un nuovo metodo di lavoro che mi ha fatto capire come e dove

potevo canalizzare le energie. Nel frattempo, a mio cugino era stato diagnosticato un carcinoma, un altro mio caro amico morto a 17 anni a causa della stessa patologia, per cui ho preso coscienza e mi sono chiesto: che cosa potevo fare? In Danimarca la prima fase di formazione era incentrata sui media, la seconda in Lettonia, riguardava l’ambiente e la terza in Italia, sullo scottante tema della rigenerazione urbana.
Ritorno a Terni, la mia città, provo a riorganizzare le idee sulla base di quanto appreso e la mia attenzione cade diretta alla riqualificazione dell’ex ‘Gruber’ di Papigno appena fuori la città, ex zona industriale divenuta poi set cinematografico verso la fine degli anni ‘90 ma abbandonato subito dopo…”

come vi siete incontrati

“…c’era necessità di dare un seguito al mio progetto, mi sono subito messo alla ricerca di partner, sempre appoggiandomi all’Ass.ne Pettirosso ma anche alla squadra di Rugby in cui giocavo ed è proprio nella mia squadra che ho trovato sostegno e supporto alle mie idee, soprattutto da Claudio, compagno di mille battaglie in campo fin da quando avevo 18 anni. Insieme ci siamo messi a cercare qualcuno che condividesse la nostra idea, Luca aveva appena iniziato una collaborazione come Nutrizionista nel Terni Rugby, ci conoscevamo fin dal Liceo quindi era la figura perfetta per inserire il tema dell’alimentazione in questo viaggio. A questo punto però mancava l’agricoltore. Dopo vari tentativi andati male, incontrammo ‘zio ric’, un vero e proprio personaggio mitologico, visto solo in foto di alcune feste a Londra dove aveva vissuto e lavorato diversi anni e poi ritornato ad Amelia, sua città di origine per fare appunto ciò per cui era nato: l’agricoltore. Conosciuto proprio ad Amelia una sera, Riccardo aveva deciso di ritornare dall’Inghilterra per lavorare la terra. Il territorio, diceva lui, ne ha bisogno, voleva riaprire dei percorsi escursionistici andati perduti intorno ai monti amerini, patrimonio secondo lui, che non può andare disperso…”

come avete deciso di mettere in piedi il progetto

“…ce n’è voluto di tempo per incontrarci tutti! Lavoro, famiglia, sport, impegni vari, di certo non è stato facile all’inizio ma piano piano abbiamo iniziato ad organizzarci e a lanciare qualche idea, le fondamenta insomma! Abbiamo iniziato con un semplice Home Restaurant proprio a casa di Riccardo, immersi nel verde della campagna amerina con diversi eventi in estate. Organizzavamo un vero e proprio aperitivo all’orto dove le persone che vi partecipavano potevano toccare letteralmente e praticamente con mano la vita di campagna, selezionavamo gli ortaggi che venivano poi proposti con un menù contadino equilibrato preparato da Luca all’ora di cena e in campo Luca, Claudio e Riccardo spiegavano le proprietà nutrizionali, le trasformazioni alimetari e le tecniche di coltivazione dei prodotti che l’orto in quel momento concedeva. Durante la cena inoltre venivano svolte alcune attività non formali tali che persone che non si conoscevano prima, potevano tornare a casa con qualcosa in più da raccontare…”

il nome

“…una sera a casa mia abbiamo iniziato a scrivere parole come: ospitalità, sostenibilità, innovazione, autonomia, indipendenza, ecc. in lingua italiana ma anche in inglese, qualcosa che stesse per nascere o meglio rinascere. Da qui nasce HESALIS, che altro non è che un respiro, un respiro contagioso. Vogliamo essere l’ultimo respiro dell’oppressione e il primo della liberazione. Agricoltura e cooperazione mi hanno fatto capire che potevo continuare ad occuparmi del sociale anche in quel settore. Abbiamo iniziato a parlare anche di canapa e di come inserire colture innovative ma dal forte retaggio culturale. Per cui abbiamo subito pensato all’olivo e al vino, tradizioni molto forti e radicate nel nostro territorio, ma anche la Canapa lo è, o meglio lo era, agli inizi del ‘900 proprio l’Umbria era la seconda regione in Italia per coltivazione e commercio.
Gli eventi home restaurant continuavano, ora col nome Hesalis, e nel 2015 proponiamo una serata totalmente a tema Canapa, addirittura abbiamo creato noi il gelato ai fiori di Canapa! Un vero successo, che ci ha fatto capire che dovevamo osare di più, così iniziano le prime prove e le prime sperimentazioni sia in campo che in cucina, potevamo e dovevamo spingerci oltre…”

la nascita della società

“…trascorso un lungo periodo di progettazione, idee e campi sperimentali di canapa grazie anche al prezioso sostegno di un nostro amico agronomo Luca, in luglio 2016 raccogliamo la nostra prima Canapa. Con i mezzi a nostra disposizione la resa finale è stata davvero bassa, ma eravamo felici ed orgogliosi di quello che avevamo ottenuto: la prima canapa HESALIS! Bastava questo!

Galvanizzati e orgogliosi abbiamo iniziato a studiare la Canapa dal punto di vista storico, culturale e scientifico, trovandoci di fronte un mondo in parte inesplorato e dalle mille opportunità ma che dovevano essere analizzate step by step. La storia vuole che proprio nella nostra città si apra una call per un concorso per start-up innovative, con tema rigenerazione urbana, era il momento di far conoscere la Canapa a tutti!

Il concorso era organizzato in 6 mesi con continue selezioni e formazioni, Hesalis le supera tutte e arriviamo in finale. Non vinciamo, ma tutta la città parla di noi e di ciò che facciamo con una semplice pianta! Era iniziata la Green Revolution grazie alla nostra idea ReViride, che in latino significa letteralmente “Rinascere dal Verde”, ovvero bonificare i terreni contaminati da metalli pesanti tramite la coltivazione della Canapa.

è proprio grazie a ReViride che a maggio 2017 a Siviglia vinciamo il premio come “Mejor Proyecto Industrial”, siamo solo all’inizio…”

la situazione attuale e gli scenari futuri

“…dopo il concorso, abbiamo deciso che era arrivato il momento di mettere in pratica le nostre idee, così il 21 aprile 2017 nasce Hesalis s.r.l. Soc. Agricola, la prima start-up innovativa nel settore agricolo della Provincia di Terni che racchiude l’anima dei 4 co-founder e dei nostri collaboratori, ma anche di tutte le persone che credono in noi e nella Green Revolution.

Hesalis ad oggi è un’azienda che si sta facendo strada nel mondo dell’agritech, foodtech e nella cooperazione agricola, cerca di affermarsi nel mercato per permettere una sostenibilità economica dell’azienda e di tutto ciò che ruota intorno, dai collaboratori agli agricoltori ai distributori.

In questo momento stiamo lavorando alla costruzione di reti solide nel centro Italia ma con uno sguardo forte agli altri paesi con cui stiamo aprendo numerosi canali: Uruguay, Brasile, Colombia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Danimarca, Repubblica Ceca…”

sogni e ambizioni

“…Nipton e Zollverein sono 2 antiche città industriali, la prima in California, la seconda in Germania. Entrambe accomunate da essere state ‘sotterrate’ dall’industria pesante, esattamente come Terni la nostra città, ricca di numerose industrie a nate a partire dall’ ‘800 che in un certo senso ci hanno dato benessere economico, stabilità ma in cambio abbiamo ricevuto inquinamento e destabilizzazione in questo periodo di crisi e scelte politiche scellerate. Nipton e Zollverein invece hanno reagito a questi identici problemi credendo fortemente nell’innovazione e nell’agricoltura sostenibile facendo delle loro aree abbandonate esempi perfetti di Green Revolution, dove si sposano perfettamente innovazione, ricerca, ambiente, cultura, industria sostenibile e tradizioni. Perchè non fare di Terni la stessa cosa?

Vogliamo quindi proiettare la produzione agricola nel futuro, l’agricoltura sostenibile e le filiere in un mercato globale e digitale in cui il singolo individuo è il protagonista, filiere non orizzontali nè verticali, ma circolari”.